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eventi/altre iniziative

   
10 marzo 2008
    Monza, Teatro Manzoni

   
Quarta stagione concertistica “NOTE DI SOLIDARIETA’ 2007-2008” Dedicata al ricordo di Franco Valagussa
     
    Quarto appuntamento al Teatro Manzoni "ALLA SCOPERTA DEI FIATI" La Verdi - Orchestra sinfonica di Milano
     
    In Programma:
Charles Gounod
(Parigi, 1818 – St. Cloud, 1893)

Petite Symphonie per strumenti a fiato

Tempi: 1. Adagio e Allegro 2. Andante cantabile 3. Scherzo 4. Finale

La Petite Symphonie fu scritta per la Société de Musique de Chambre pour Instruments à vent », un’associazione fondata da Paul Taffanel (uno dei musicisti che presero parte alla prima esecuzione, il 30 aprile 1885, alla Salle Pleyel). Dopo un’introduzione molto distesa il primo movimento assume lineamenti di una garbata vivacità fitta di staccati, accenti, crescendi e diminuendi di grande effetto. Il secondo tempo, Andante cantabile, è un brano che unisce episodi di grande ariosità melodica e tensioni armoniche di una certa drammaticità. E molto lineare è la scrittura del Finale che si snoda felice e trasparente, pieno di vivace euforia.

Wolfgang Amadeus Mozart
(Salisburgo, 1756 – Vienna. 1791)

Serenata in Do minore n. 12 per fiati K. 388
(ultimo catalogo Kochel K6 384a) Nachtmusik

Tempi: 1. Allegro 2. Andante 3. Minuetto in canone 4. Allegro

La Serenata Nachtmusik –nata a un anno di distanza dalla altrettanto celebre Serenata K. 375, sempre per soli fiati- fu composta nel luglio 1782. La K. 388 è una pagina sconvolgente per la tonalità di Do minore -assolutamente inconsueta per un brano denominato Nachtmusik- e per l’atmosfera turbata che ne consegue. Non esistono, al proposito, documenti rivelatori che aiutino a chiarirne l’origine, l’occasione, il destinatario di questa nuova Serenata (forse per il Principe von Liechtenstein e per la sua orchestra di fiati), anche se il drammatico profilo della pagina escluderebbe a priori ogni ambizione mondana.
La K. 388 presenta solo quattro tempi, rinunciando ai movimenti aggiuntivi –Marcia, secondo Minuetto, secondo Adagio- sfoggiati da tante Serenate galanti. La violenza espressiva del primo movimento, la devozione sofferta dell’Adagio, la concettualità polifonica del Minuetto e le Variazioni conclusive, ombrate anch’esse da cupi episodi in minore, confermano, pagina dopo pagina, l’autenticità e la statura di questo “sfogo di oscuri, tragici e appassionati sentimenti” (Einstein); l’unico episodio radioso contenuto nel finale della Serenata- l’inatteso Mi bemolle dei corni, ceduto ai fagotti- aiuta la Nachtmusik a uscire dal drammatico labirinto espressivo.

Gioacchino Rossini
(Pesaro, 1792 – Parigi, 1868)

Il Barbiere di Siviglia (Almaviva, ossia L’inutile precauzione)
Trascrizione di alcune arie per ottetto di fiati di Wenzel Sedlak (1776 – 1851)

Tempi: 1. Ouverture 2. La calunnia è un venticello 3. Di sì felice innesto 4. Largo al factotum

La moda delle trascrizioni non si spense nell’Ottocento, tutt’altro. Basti pensare che anche un secolo dopo era lo stesso Puccini a trascrivere per fiati le arie della sua Bohéme.
Ed ecco dunque che anche il celeberrimo Figaro tratteggiato da Rossini nel Barbiere di Siviglia trova puntualmente un musicista che traspone il timbro dell’orchestra e le voci dei cantanti agli otto strumenti a fiato che compongono la “Harmonie”.
A compiere l’operazione è un boemo, Wenzel Sedlak, apprezzato soprattutto come clarinettista ma capace di riscuotere una discreta stima anche come compositore: suoi lavori furono pubblicati da Artaria, da Capi e Steiner.
Non poteva però passare inosservata anche la sua trascrizione dal Barbiere: composta in pochi giorni da un compositore ancora giovanissimo ma già all’apice della maturità artistica, della fama e del successo, dalla prima del 1816 le rappresentazioni si erano moltiplicate in misura vertiginosa.
E’ inutile qui ripetere i numerosi motivi di questo successo: la felicità e la fecondità dell’inventiva melodica (“Largo al factotum” è forse uno dei brani operistici più noti e fischiettati), la perfezione drammaturgica soprattutto del primo atto, la geniale spensieratezza con cui risolve un tema antico e controverso come era stato nel Settecento il Figaro tratteggiato da Beaumarchais rappresenterebbero singolarmente motivi sufficienti per assicurare l’immortalità a un’opera.

I biglietti di ingresso sono disponibili anche presso la segreteria di Brianza per il Cuore (tel 039 2333487 h. 10/12 lunedì, mercoledì, venerdì o info@brianzaperilcuore.org) al prezzo di 15 euro e, per la prima volta con una promozione a favore dei giovani studenti di istituti superiori ed universitari, a 5 euro con l’obiettivo di avvicinarli a queste espressioni musicali.

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