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Secondo i dati della prima ricerca Pfizer Cardio 360-GfK Eurisko, un italiano su quattro è affetto da almeno un fattore di rischio tra ipertensione e ipercolesterolemia. La percentuale cresce rapidamente con l’aumentare dell’età e il fenomeno è ancora più grave tra le donne. Per buona parte delle donne intervistate (indagine di Datanalysis) le cardiopatie restano un timore secondario. Il fatto è particolarmente preoccupante perché spesso all’osservazione dello specialista arrivano donne con infarti mai diagnosticati o già affette da scompenso cardiaco. Ma le conseguenze sono gravi. Più dell’infarto le donne over 50 sono preoccupate dal tumore al seno, dall’AIDS e dall’ictus. Secondo il prof. Sirtori questo avviene perché per le donne i campanelli d’allarme sono meno avvertiti. I medici, in generale, ascoltano meno le descrizioni dei sintomi delle donne, così le donne vengono meno frequentemente sottoposte ad angiografia e ad altri esami per accertare le patologie. L’indagine di Datanalysis focalizza la percezione del rischio cardiovascolare dopo la menopausa. Isabella Cecchini del Dipartimento Salute di GfK Eurisko spiega che alle donne in menopausa viene a mancare il potere cardioprotettivo degli estrogeni, fenomeno che le espone ad un rischio cardiovascolare tre volte maggiore rispetto a quello oncologico. Un passo ulteriore sta nell’educare la classe medica ad una medicina di iniziativa piuttosto che aspettare l’insorgenza del disturbo, ossia, arrivare quasi prima della prevenzione. Occorre coinvolgere la popolazione ed i pazienti in un discorso culturale ed educativo permanente, finalizzato a far conoscere, per tempo, i fattori di rischio che sono alla base della patologia cardiovascolare. L’informazione resta dunque basilare per sviluppare l’attitudine alla prevenzione. da InFormaCuore n°17 |